
69 anni dopo la sua prima apparizione torna in sala l’Uomo Lupo, ovviamente non più nei panni del trasformista ed indimenticato Lon Chaney Jr. bensì in quelli di Benicio Del Toro, che da anni voleva fortemente rifare il classico di George Waggner. Peccato che questo ‘remake’, che ne ha passate di tutti i colori, tra registi sostituiti, scene rigirate, tagli assassini e rinvii continui, deluda.
Particolarmente fedele all’originale, l’Uomo Lupo di Joe Johnston è violento, cupo, a tratti quasi pulp, ma non convince nello script, ricco di buchi, nel montaggio, palesemente rimaneggiato, nella fluidità della storia e, incredibile ma vero, nel make up di Rick Baker, mostro sacro del trucco, sei volte Premio Oscar e ‘creatore’ di quella che, ad oggi, resta la migliore trasformazione licantropa della storia del cinema: Un lupo Mannaro Americano a Londra di John Landis, da quasi 30 anni “mostro sacro”del genere
Particolarmente fedele all’originale, l’Uomo Lupo di Joe Johnston è violento, cupo, a tratti quasi pulp, ma non convince nello script, ricco di buchi, nel montaggio, palesemente rimaneggiato, nella fluidità della storia e, incredibile ma vero, nel make up di Rick Baker, mostro sacro del trucco, sei volte Premio Oscar e ‘creatore’ di quella che, ad oggi, resta la migliore trasformazione licantropa della storia del cinema: Un lupo Mannaro Americano a Londra di John Landis, da quasi 30 anni “mostro sacro”del genere

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