paranormal activity è veramente così spaventoso?

venerdì 29 gennaio 2010

Banana yoshimoto


Non ho mai letto nulla della Yoshimoto, questo era il mio primo tentativo: e sarà anche l'ultimo. Non che m'aspettassi chissa cosa, ma non di certo una banalità simile. Sicuramente "Tsugumi" rientra in quella (putroppo ampia) cerchia di libri che - non si capisce in che modo - riescono ad emergere nel panorama editoriale italiano nonostante la totale mancanza di qualsiasi contenuto, privi di filo logico e per nulla accattivanti. Non mi spiego perché questi libri riescano a vendere migliaia di copie (mi sorge il dubbio che sia tutta una montatura commerciale!): a mio avviso sono scadenti tanto quanto i formaggini, senza sapore né consistenza.E' la storia di tre ragazze, Maria (che narra in prima persona, e già una giapponese che si chiama Maria la dice lunga!) e le cugine coetanee. A diciannove anni Maria lascia il piccolo paese sul mare - dove è cresciuta - per trasferirsi a Tokyo all'università. Torna però alla pensione degli zii per le vacanze, ritrova le cugine Yoko - dolce e buona - e la sorella Tsugumi - l'eroina del romanzo - bellissima, isterica e dispotica ragazza. Tutti tentano di essere indulgenti con lei dato che le è stata diagnosticata dalla nascita una malattia incurabile. Sembra essere questa l'ultima vacanza per tutti i personaggi, la fine di un'estate di un gruppo di giovani, tempo che non tornerà mai più. Terminate le vacanze, Maria sta per tornare a Tokyo ma le condizioni di Tsugumi peggiorano e pare non ci sia più niente da fare. Finale che chiude - per far cerchio - una storia che non "sa nè di carne, nè di pesce". Ed il lettore si ritrova tra le mani ad osservare distaccato un libricino dal quale si aspettava sicuramente di più.Lo potrei consigliare per le letture estive (visto che si parla di mare e di vacanze), leggere e per nulla impegnative, sotto l'ombrellone.

Nessun commento:

Posta un commento