
ll giovane Zinos, proprietario di un ristorante, non naviga in buone acque. La fidanzata Nadine si è trasferita a Shanghai, i clienti del suo “Soul Kitchen” stanno boicottando la cucina del nuovo cuoco e Zinos soffre anche di mal di schiena. Per il locale, le cose iniziano a girare nel verso giusto quando l’innovativo stile culinario comincia a venire apprezzato da un pubblico alla moda. Zinos, invece, continua a soffrire per amore. Decide quindi di andare a trovare Nadine in Cina, lasciando il ristorante in mano all’inaffidabile fratello Illias, ex-detenuto…
Non è la prima volta che Fatih Akin dimostra di saperci fare con la commedia. Certo, Soul Kitchen a suo modo è una rivelazione, un film che è una commedia tout court, ma basta vedere il film per cui il regista di origini turche è diventato famoso nel mondo cinefilo per rendersi conto che l’energia e il controllo del genere appartengono già al dna del regista. Si tratta de La sposa turca, Orso d’Oro a Berlino, bel melò che però ha una prima parte divertente, travolgente ed energica. Proprio come tutto Soul Kitchen.
Certo, poi c’è stata la conferma di talento con un’altra storia drammatica, l’altrettanto bello e forte Ai confini del paradiso, premio per la sceneggiatura a Cannes. Il tutto per dire che, qualunque storia racconti e qualunque stile narrativo decida di adottare per raccontare le storie dei suoi personaggi, Fatih Akin resta una forza della natura, a tratti esagerata, e per questo davvero godibile e a tratti liberatorio.

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