paranormal activity è veramente così spaventoso?

venerdì 29 gennaio 2010

Hachiko il tuo miglior amico


Lo spavento c’era ed era assolutamente giustificato. Dopo il disastroso Casanova, Lasse Hallström era chiamato a risollevarsi, cercando di tornare ai vecchi successi, di critica e di pubblico, come Chocolat, Le regole della casa del sidro, Buon compleanno Mr. Grape e Qualcosa di cui… sparlare. Ebbene, probabilmente ci voleva una leggenda giapponese per riuscire nell’impresa, visto che il regista svedese con Hachiko ammalia e conquista, arrivando direttamente al cuore dello spettatore.
La commovente storia si ispira a fatti realmente accaduti. Nel 1924 un cane di razza Akita, di nome Hachiko, viene acquistato e portato a Tokyo da Hidesamuroh Ueno, professore universitario (nel film interpretato da Richard Gere). Tra i due si instaura un’alchimia incredibile, quasi magica, tanto che il cane attende Ueno tornare dal lavoro, alla stazione dei treni, tutti i giorni alla stessa ora. Per un anno intero, Hachiko l’accompagna e lo attende in stazione, fino a quando un infarto improvviso stronca la vita a Hidesamuroh. Dopo la sua morte Hachiko viene dato via, ma scappa regolarmente per tornare alla stazione dei treni, aspettando il suo ritorno, sempre alla stessa ora, sempre nello stesso punto. Ogni giorno, per 10 anni.
Melodramma allo stato puro, il film ruota attorno all’incredibile rapporto che nasce tra Richard Gere e Hachiko, portato in sala da diversi fantastici cani di razza Akita. Lasse Hallström si interessa a loro e solo a loro, lasciando sullo sfondo tutti gli altri personaggi, che nel corso degli anni rimarranno sorpresi dall’incredibile fedeltà del cane. Una volta morto Gere, proprio Hachiko diventa il protagonista assoluto, con il proprio dolore costantemente rappresentato da lunghi silenzi e dolci sguardi avvolti di tristezza. Il regista avvolge Hachiko con un’invisibile coperta di compassione, regalando allo spettatore momenti di fortissimo impatto emotivo, amplificati da una fredda e piccola cittadina e da melanconici colori autunnali.
Richard Gere, finalmente in ripresa dopo l’osceno Come un Uragano, è chiamato al difficile compito di dover fare la ’spalla’ ad un cane, riuscendoci però appieno. Per i cinofili più puri un film imperdibile, se non addirittura pericoloso, perchè portatore di depressione acuta, mentre per tutti gli altri un film emozionante, fortemente drammatico, capace di sottolineare l’incredibile rapporto di amicizia, amore e fedeltà tra l’uomo e il suo migliore amico, anche dopo la morte.

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