
Un anno dell’agiata 14enne romana Carolina: scuola (classe fatiscente, compagno che fa scherzi sul web), feste, famiglia (padre urlatore, mamma comprensiva, sorella rivale, mitico fratellone che le ha fatto vedere Rusty il selvaggio, nonni “cool” che conoscono Dolcenera e gli Oasis), amiche, ma soprattutto amorazzi (lo sfuggente Massi, il tennista cerebroleso, il benzinaio coatto). Il miglior film del primo “colpevole” del filone esploso con Tre metri sopra il cielo. L’eclettico Federico Moccia (4 romanzi e 3 pellicole) è un Pinoteau (Il tempo delle mele, citato con il montaggio serrato della prova vestiti) di oggi con un occhio da spot pubblicitario ma zero spocchia alla Come tu mi vuoi o Iago. Una simpatica quotidianità che ricorda le strisce di Charlie Brown. Curiosità: tra la erre moscia di Carolina (Veronica Olivier), un principio di zeppola di Massi e il timbro esageratamente languido del fratello scrittore, Amore 14 è buffissimo da ascoltare. Finale a sorpresa.

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